Oranda




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Black Moor

Codice prodotto Nuovo

Disponibilità:

Immediata

Prezzo 12,00 €

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Black Moor

Varietà di allevamento di un cipriniforme della famiglia dei Cyprinidae originario dell'estremo oriente: Cina, Corea e Giappone; per la sua robustezza e per la facilità dell'allevamento è ormai una specie allevata in tutto il mondo per l'acquariofilia.

L'allevamento del Carassius auratus in Cina e Giappone risale a più di mille anni fa; in quei tempi non veniva allevato in acquari di vetro bensì in grossi vasi di porcellana dalla forma a conca; per questo motivo era più importante l'aspetto che si poteva vedere dall'alto piuttosto di quello visto di profilo; per questo motivo gli appassionati di allora cominciarono a selezionare varietà che avessero un aspetto particolare se viste dall'alto; così venne selezionato l'Oranda con la sua particolare forma a pugno che si evidenzia in maniera cospicua se osservato dall'alto, mentre nuota pacifico in un vaso non trasparente, in una fontana od in una vasca all'aperto.

Presenta un corpo ovoidale a forma di pugno, molto più gonfio e tozzo rispetto a quello del Carassius auratus normale; il dorso è molto arquato; la testa è appuntita, priva di scaglie e raccordata da una fronte decisamente concava e da una gola solo leggermete concava; gli occhi sono relativamente piccoli e molto sporgenti verso l'esterno; davanti agli occhi vi sono due corte narici tubolari, con funzione olfattiva; la bocca, piccola, è posta in posizione terminale ed è priva di denti; all'interno della cavità orale sono presenti due ossa falciformi, dette denti faringei, munite di numerose protuberanze ossee adattate alla masticazione; intorno alla bocca, contrariamente alle altre specie di Cyprinidae, non sono presenti dei bargigli; la linea laterale è completa e leggermente sinusoidale; il peduncolo caudale, lungo e sottile, è ben distinto.

La pinna dorsale, dalla forma trapezoidale e sostenuta da 3 o 4 spine rigide, seghettate posteriormente, e da 14 / 20 raggi molli, si estende dalla metà del dorso e termina con un piccolo lobo posteriore dall'apice arrotondato; la pinna anale, dalla forma triangolare e sostenuta a sua volta da 2 o 3 spine rigide, seghettate posteriormente, e da 4 / 7 raggi molli, si stende sulla parte finale del ventre e termina con un piccolo lobo posteriore dall'apice molto arrotondato; la pinna caudale è molto particolare, divisa in due lembi uniti superiormente a formare una specie di tetto; il margine posteriore è profondamente inciso e diviso in due lobi, asimmetrici e con gli apici molto arrotondati; le pinne ventrali, molto lunghe e dalla forma triangolare con l'apice arrotondato, sono poste in corrispondenza dell'inizio della pinna dorsale; le pinne pettorali, triangolari e con il margine obliquo, sono poste ad un livello inferiore di quello della bocca.

La livrea è molto particolare; il colore di base è un nero vellutato, compatto, con sfumature bronzee o dorate.

Non vi sono grosse differenze tra gli esemplari di sesso femminile e quelli di sesso maschile; quest'ultimi sono solo leggermente più snelli di quelli di sesso femminile e presentano, durante il periodo della riproduzione, dei tubercoli nunziali sull'opercolo branchiale, sul dorso e sulle pinne pettorali.

Non richiede particolari valori dell'acqua ma solo una temperatura costante, e l'unica precauzione consiste nel fornirgli molto spazio per nuotare ed un adeguato sistema di filtraggio, meglio se realizzato mediante un Filtro Esterno pressurizzato con la portata oraria di almeno due volte la capacità dell'acquario; come arredamento qualche pianta robusta, rocce e legni di torbiera vanno benissimo.

In natura è onnivoro, si nutre di tutto quello che può trovare in acqua, sul fondo o sulla superficie; spesso viene a galla oppure rovista sul fondo per raccogliere le minute particelle alimentari che vi si trovano; in acquario accetta qualsiasi mangime; il mangime deve essere somministrato con molta parsimonia e più volte al giorno.

La riproduzione, stimolata da un innalzamento della temperatura, in un acquario casalingo è resa difficile dalle dimensioni degli individui maturi; la femmina dopo un intenso corteggiamento da parte del maschio espelle le uova che vengono immediatamente fecondate dal maschio; per evitare che gli stessi riproduttori se ne nutrano, conviene far avvenire la deposizione in una vasca apposita, dotata di una griglia a maglie larghe ad un paio di centimetri dal fondo e qualche filo di Ceratophyllum demersum come arredamento.

In una vasca interna, una volta terminata la deposizione, conviene togliere i riproduttori e cambiare una parte dell'acqua; dopo 5 / 7 giorni avviene la schiusa ed i piccoli avannotti, in una decina di giorni, dovranno riassorbire il sacco vitellino; solo ora potranno essere alimentati con naupli di artemia salina, tuorlo d'uovo essiccato o altri appositi mangimi per avannotti.
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