Chetodontidi




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Chaetodon Lunula

Codice prodotto Nuovo

Disponibilità:

Immediata

Prezzo 44,00 €

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Chaetodon Lunula

Perciforme appartenente alla famiglia dei Chaetodontidae; è endemico in tutto l'Oceano Indiano e in tutto l'Oceano Pacifico: Somalia, Kenia, Madagascar, Isole Mauritius, Isole Seychelles, Sry Lanka, Sumatra, Giava, Filippine, Nuova Guinea, Grande Barriera Corallina, Isole Hawaii, California, Messico, Isole Galapagos.

Presenta un corpo romboidale, poco allungato e quasi squadrato, molto compresso lateralmente sui fianchi; il peduncolo caudale è piccolo ma evidente; la testa è piccola, posta in basso nel corpo e con la fronte leggermente concava; la bocca, piccola e posta in cima ad un lungo muso ricoperto da spesse squame, è dotata di denti hanno l'aspetto di spazzolini di setole.

La pinna dorsale, sorretta da 10 / 14 spine rigide e da 20 / 25 raggi molli, si estende, più bassa verso la testa e più alta verso la parte posteriore del pesce, su tutto il dorso e termina con un grosso lobo posteriore con il margine appena appuntito che giunge a sfiorare il bordo superiore della pinna caudale; la pinna anale, sorretta a sua volta da 3 spine rigide e da 17 / 20 raggi molli, si estende anche essa asimmetricamente, sulla metà posteriore del ventre e termina con un grosso lobo posteriore, dotato di un margine appena appuntito, che sfiora il bordo inferiore della pinna caudale; la pinna caudale, dalla forma trapezoidale, ha il margine finale pressochè dritto; le pinne ventrali, dalla forma a falce, sono lunghe e sottili; le pinne pettorali sono triangolari con il bordo fortemente obliquo.

Le prime spine rigide della pinna dorsale non sono unite le une alle altre e possono essere inarcate a piacere, costituendo la sua unica arma di difesa che può infliggere dolorose punture anche agli esseri umani.

La livrea, molto particolare, è fondamentalmente di un giallo limone, più scuro sul dorso; sull'occhio passa una larga barra nera seguita da una di color bianco, che non arriva sino al ventre ma si ferma all'attaccatura della pinna pettorale; dall'attaccatura della pinna pettorale si diparte una grossa macchia obliqua, triangolare e di color nero, che raggiunge la pinna dorsale; un'altra macchia nera è posta sul peduncolo caudale; sulla parte centrale sono presenti delle righe diagonali di color marroncino; le pinne ventrali, la dorsale, la caudale e l'anale sono gialle; la pinna caudale, così come la pinna dorsale e l'anale, è bordata di marroncino e presenta una sottile riga arancione.

In natura è un pesce quasi esclusivamente carnivoro; si alimenta principalmente con piccoli crostacei, vermi policheti, anellidi, briozooi, tunicati ma soprattutto di antozoi: anemoni, attinie, sclerattinie, stoloniferi e zoantidi, aiutato in questo dalla conformazione appuntita della testa; per questo motivo non è assolutamente consigliabile per un acquario di invertebrati.

Abbastanza difficile da ambientare in quanto i primi giorni è molto timido e pauroso; soffre, inoltre, della presenza di altri pesci voraci che gli rubano il cibo; sarebbe meglio acquistare esemplari già perfettamente acclimatati da un esperto; una volta ben ambientato è prettamente carnivoro; predilige il mangime surgelato, in particolar modo chironomus, ma non disdegna artemie saline e mysis, oppure mangime liofilizzato e, a volte, anche secco in granuli o in scaglie.

Pesce molto colorato, vivace e pacifico è adattissimo ad una vasca con pesci di piccola o media dimensione e rocce vive, che sbocconcella continuamente, tollera altri Chaetodon ma non può convivere con invertebrati importanti e costosi che finirebbe col danneggiare; necessita di una vasca molto grande, con forti flussi d'acqua, meglio se alternati ed intermittenti, ottenuti con l'uso delle apposite pompe di movimento, ma anche con molti rifugi e nascondigli in quanto ama nuotare negli spazi aperti ma in caso di pericolo si rintana nei meandri delle madrepore; in natura ha abitudini crepuscolari o notturne, in acquario è attivo anche di giorno purchè le luci siano non particolarmente intense.

Poco resistente alle malattie; per questo motivo, se possibile, conviene allevarlo ad una temperatura più alta della norma: ventotto ed anche trenta gradi; soffre anche per i valori bassi del PH e per eccessive concentrazioni di nitrati e fosfati.

Per il suo ottimale mantenimento in acquario sono necessarie vasche con acqua preparata con sali marini sintetici di ottima qualità, molto ben filtrata ed ossigenata; sono consigliati abbondanti cambi parziali preceduti da un'accurata sifonatura del fondo, regolari trattamenti con ozono ed aggiunte settimanali di Oligoelementi e Bioelementi.

Pesce dall'allevamento abbastanza impegnativo, è adatto ad una vasca di un neofita alle prime esperienze solo se molto volenteroso e paziente; da inserire in una vasca ambientata con rocce vive sacrificabili e madrepore sterilizzate in compagnia di pesci di pari indole ed esigenze come l'Acanthurus leucosternon od il Pomacanthus imperator.
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