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Acanthurus Leucosternon

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Acanthurus Leucosternon

Biotopo
Gli esemplari vivono nelle barriere coralline (anche morte) e in zone rocciose dove la concentrazione di alghe è più intensa.

Comportamneto in natura
I branchi di questa specie sono composti da un minimo di 6 pesci a un massimo di 30.
In tali gruppi si consumano innumerevoli scaramucce di natura perlopiù intimidatoria: quando 2 esemplari entrano in stretto contatto, tendono ad abbozzare degli attacchi, senza però toccarsi.
In genere prediligono acque calme e, nel caso di esemplari giovani, nuotano in acque bassissime nei pressi della costa, nonchè in pozzanghere lasciate dalla bassa marea.
Analogamente ad altre specie, quali Acanthurus glaucopareius e Acanthurus japonicus, mantengono a una distanza minima di 40 cm l'uno dall'altro.
In età adulta gli esemplari si nutrono prevalentemente di alghe; l'assimilazione di tali vegetali è favorita dall'apparato intestinale piuttosto allungato, inoltre la particolare conformazione dentale, a forma di spatola seghettata, permette ad essi di tagliuzzare anche i campioni vegetali più piccoli (problematica, invece, la triturazione di piante lunghe), operazione che li vede impegnati per tutta la giornata. 
Durante il periodo della riproduzione, nuotano compatti in modo frenetico, finchè al tramonto, gruppi sparuti di pesci abbandonano il branco per dirigersi verso la superficie, dove espellono le uova e lo sperma.
L'espulsione delle uova e dello sperma è probabilmente facilitata dalla diminuzione della pressione all'interno della vescica natatoria, quest'ultima operazione resa possibile dal moto rapido verso la superficie.
Le uova galleggiano sulla superficie marina con l'ausilio di una particolare goccia oleosa e in poco tempo si schiudono rivelando le larve.
Il tempo di sviluppo di queste ultime è di 26 ore e si manifesta in varie fasi: inizialmente la larva, lunga appena 2 mm, trae sostentamento, per alcuni giorni, dal sacco vitellino, dopodichè evolve al secondo stadio denominato Acronurus.
Dopo poche settimane, la larva assume le fattezze di un minuscolo pesciolino, lungo circa 20 mm, che si nutre principalmente di piccolissimi organismi planctonici.
Anatomicamente parlando, la larva Acronurus non è munita di squame bensì di listelli cornei posti verticalmente sui fianchi.
Essa ha un aspetto trasparente e presentano raggi veleniferi nella prima pinna dorsale, in quella anale, nonchè in quelle pettorali.
La livrea muta cromaticamente in modo definitivo quando l'animale raggiunge una lunghezza di circa una decina di cm. 

Allevamento
Data la difficoltà ad acclimatarsi da parte di alcuni esemplari, è opportuno introdurli subito in un ambiente idoneo ricco di rocce vive per fornirgli un alimentazione ricca di alghe naturali; sono ottimi per cercare di limitare la crescita delle alghe verdi filamentose nell' acquario. Purtroppo accettano difficilmente come cibo altri tipi di alghe infestanti come le cyanobatterie. 
Ai fini di un equilibrato e corretto allevamento della specie in cattività, bisogna ricorrere a mangime principalmente vegetale, utilizzando anche alghe finemente tagliuzzate, non provenienti necessariamente dall'habitat marino.
Alimenti sostitutivi o integrativi possono essere verdure, quali broccoli, spinaci, zucchine e piante acquatiche tenere.
Un ingrediente supplementare è il mangime secco commerciale di origine vegetale in granuli o scaglie.
La somministrazione di mangime animale (gamberetti, polpa di granchi, molluschi, artemie, ecc. ) non è da escludere a priori, ma è assodato che i risultati migliori si ottengono con l'ausilio di mangime di tipo vegetale. 
Risentono della classica patologia dei puntini bianchi. Ma se la fase iniziale da esito positivo, l'allevamento non presenta più alcun problema.
Tali esemplari sono dei buoni nuotatori e pertanto necessitano di una vasca capiente munita di molti rifugi, importanti per evitare il contatto troppo ravvicinato con i pesci ospiti.
Acanthurus leucosternon è particolarmente ostile nei riguardi degli esemplari della stessa specie e di quelle affini, quali Acanthurus japonicus, Acanthurus glaucopareius e Acanthurus achilles.

Caratteristiche fisiche
La corporatura è piuttosto elevata e schiacciata sui fianchi; il profilo del muso è ondulato ed è presenta una bocca minuta caratterizzata da labbra sporgenti.
Caratteristica la colorazione dell'esemplare: la decorazione bianca, all'altezza della gola contrasta efficacemente con la colorazione nerastra del muso; un cromatismo blu carico decora il fianco, e una fascia gialla caratterizza l'area dorsale fino al peduncolo caudale; la coda è contrassegnata da una mezzaluna biancastra contornata da striature nerastre, bordate di una sottile linea bianca.
Tale specie è munita di aculei affilati racchiusi in un solco, ai due lati del peduncolo caudale.
Quando queste lamette lamette sono alzate, costituiscono un valido strumento di offesa e difesa, rendendo particolarmente pericolosi gli attacchi laterali eseguiti con la coda. 
Tramite le pinne pettorali, eseguono movimenti natatori di natura ondeggiante, a volte possono raggiungere un'elevata velocità. Questi arti vengono usati per pulire gli occhi e addirittura il capo, caratteristica ravvisabile anche in altri pesci come i Labridi e alcune specie della famiglia Nemipteridae.
Per muoversi in determinate direzioni, gli Acanturidi impiegano la pinna caudale come se fosse un timone. 

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